La storia del Teatro
XVII Secolo Edificazione della Sede dell'Accademia degli Erranti
Originariamente delimitata dalle mura meridionali della cittadella (sec. XIV/XV), l’area del Teatro fu concessa dalla Repubblica di Venezia all’Accademia degli Erranti che, nel 1643, vi edificò la propria sede ad opera degli architetti Avanzo.
Costituitasi nel primo decennio del XVII secolo, l’Accademia riuniva la nobiltà cittadina: oltre all’attività equestre e alla scherma, si svolgevano lezioni di matematica, di morale e di ballo. Con cadenza pressoché annuale, gli accademici dedicavano inoltre una solenne cerimonia ai Podestà veneti con componimenti musicali e poetici.
1760/1769 Realizzazione del Ridotto
Dopo numerose difficoltà e ritardi, il 23 febbraio 1760 la Reggenza decretò l’inizio dei lavori di questa nuova sala che prevedeva anche due stanze ad essa contigue, affidandone la direzione all’architetto Antonio Marchetti. Concluse nel 1765 le opere murarie, la nuova sala doveva essere dotata del necessario decoro ornamentale che fu affidato ai pittori veneziani Francesco Battaglioli e Francesco Zugno. Nel 1771 la sala fu poi dotata di lumiere di cristallo, a cui si aggiunsero ventiquattro candelieri in legno intagliati da Beniamino Simoni. Il 22 marzo 1772 la sala accademica fu finalmente inaugurata, mentre le stanze attigue furono realizzate circa dieci anni dopo e decorate dai pittori Francesco Tellaroli, tra il 1789 e il 1790, e dal bresciano Giuseppe Teosa, nel 1811, con raffigurazioni allusive al gioco d’azzardo qui praticato in età napoleonica.
1810 Inaugurazione della Sala Grande
L’attuale sala, dalla tipica conformazione “a ferro di cavallo”, fu progettata dall’architetto milanese Luigi Canonica e venne inaugurata nel 1810 con un grande spettacolo operistico musicato per l’occasione da Simone Mayr.
L’originaria decorazione neoclassica eseguita da Giuseppe Teosa, con allegorie ispirate alle vittorie di Napoleone, fu sostituita nel 1862/63 da fastosi ornati neobarocchi. Solo il Palco Reale conservò la raffinata ornamentazione originaria, compresa la sovraporta con l’allegoria della Notte dipinta da Domenico Vantini. La trasformazione fu attuata dallo scenografo parmigiano Girolamo Magnani, autore dei monocromi inseriti nei parapetti dei palchi e nel soffitto della platea.
1904 Trionfo di Madama Butterfly a Brescia
La storia del Teatro Grande è profondamente intrecciata a quella di una delle più grandi opere liriche di tradizione italiana: proprio qui, il 28 maggio 1904 (anno della grande Esposizione bresciana) Puccini presentò una nuova versione di Madama Butterfly, a soli tre mesi dal debutto milanese alla Scala che non incontrò il favore del pubblico. Per l’occasione, lo stesso sovrano Re Vittorio Emanuele III presenziò alla serata bresciana, che portò al trionfo l’opera di Puccini e rese il Teatro Grande famoso in tutto il mondo. Interprete, scelta personalmente da Puccini per il ruolo di Butterfly, fu per l’occasione Solomiya Krushelnytska, una tra le più affermate cantanti liriche ucraine del XX secolo.
2013/2019 Restauro del Ridotto
Iniziato nel 2013, il recupero dello storico Ridotto del Teatro Grande è stato suddiviso in tre grandi lotti, l’ultimo dei quali ha preso avvio a gennaio 2017 per terminare alla fine di agosto 2019. Oggetto di questa tranche conclusiva sono stati il completamento del restauro dei dipinti murali e degli stucchi delle pareti del Ridotto e della loggia del piano primo.
Un intervento importante, che la Fondazione del Teatro Grande ha condiviso passo passo con l’Accademia Santa Giulia, a cui è stato affidato l’intero progetto grazie a un accordo sottoscritto con il Gruppo Foppa.
Al termine dei lavori, si contano oggi circa 1000 mq di superficie recuperati, con un risultato straordinario che restituisce finalmente all’antico splendore una delle meraviglie artistiche della città, tra le poche testimonianze italiane di pittura rococò veneziana applicata a una struttura teatrale.
2022/2024 Restauro della Sala delle Statue
A 160 anni dalla sua realizzazione e in vista di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023, la Fondazione del Teatro Grande ha avviato nel giugno 2022 il cantiere per il restauro della Sala delle Statue, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia.
L’intervento di restauro conservativo ha coinvolto l’antisala nella sua interezza, comprendendo anche le superfici dei due vestiboli annessi alla Sala delle Statue e della grande volta sovrastante. I lavori, protrattisi fino a dicembre 2022, hanno permesso di riportare alla luce l’antica decorazione settecentesca a cassettoni che copre la volta di questo primo ambiente dell’edificio, la quale è tornata ad essere visibile dopo oltre 150 anni dalla sua copertura. La campagna di restauro si è conclusa nell’estate 2024 realizzata anche con l’importante sostegno della Beretta Industrie S.p.a.